Il pollice non si oppone: la rizoartrosi

La rizoartrosi è un dolore alla base del pollice che rende difficile o impossibile la presa. I pazienti affetti da rizoartrosi lamentano dolore nell’impugnare le cose, nel sollevare una tazzina, nel girare la chiave nella toppa e limitazione in tutte le attività dove sia implicata l’opposizione del pollice.

E’ un tipo di artrosi che colpisce prevalentemente le donne e i primi sintomi compaiono generalmente intorno ai 40 anni.

Si tratta di una forma di artrosi, quindi di un processo degenerativo, che colpisce l’articolazione fra il metacarpo e il trapezio.

Da cosa è causata la rizoartrosi? Le cause sono multi fattoriali.
In primis c’è una predisposizione genetica.
A questa si associa una maggiore lassità dell’articolazione (caratteristica prevalente nelle donne, anche per altre articolazioni) insieme ad una maggiore inclinazione della superficie articolare del trapezio (visivamente, immaginate di ruotare il pollice mantenendo ferma la mano: risulta chiaro che più ampio è il ‘cono’ che un dito riesce a fare, maggiore sarà l’uso della cartilagine).
Un altro fattore di rischio è il lavoro. Mi riferisco soprattutto a quelle professioni in cui si deve utilizzare molto il pollice in posizioni di pressione e opposizione.
Un ulteriore fattore di rischio, va da se, sono gli eventuali eventi traumatici al pollice o alla mano.

La diagnosi è clinica e si effettua a seguito di una semplice radiografia.
Al fine di ridurre il dolore in chi è affetto da rizoartrosi, si consiglia in primo luogo un trattamento di tipo conservativo, con l’utilizzo di un tutore che può essere portato sia di notte che di giorno (si valuta insieme). Nei momenti di dolore acuto il paziente può ricorrere a degli antidolorifici, ma si consiglia di prevenirlo o gestirlo tramite cure fisioterapiche.
Quando tutto questo non risolve il problema, si può decidere di ricorrere all’intervento chirurgico.
Ci sono molti tipi di intervento che si possono fare e sono tutti accomunati dal fatto che si procede con l’asportazione del trapezio e la sua sostituzione, con una protesi o con un tendine. Talvolta il trapezio viene solo tolto, senza essere sostituito.
Io pratico una tecnica che consiste nel sostituire il trapezio con un tendine, solitamente con una parte del flessore radiale del capo.
Dopo l’intervento il paziente dovrà portare un tutore per 25 gg; dopo la rimozione del tutore dovrà iniziare la fisioterapia. Il tempo necessario a percepire una mano funzionale, in grado cioè di creare una forza di opposizione col pollice, è di circa 6 mesi dopo l’intervento.

COMMENTS

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